Domenica 05 Febbraio 2012
 
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Beijing In and out
Fuori e dentro Pechino
Veglia
Fotografie di Matteo Serri.


Il 28 agosto inaugura a Modena, in occasione della prima festa provinciale del PD Modenese, la mostra Beijing in and out, Fuori e dentro Pechino. La mostra è organizzata dalla Federazione Provinciale del PD di Modena in collaborazione con Contrasto.

Beijing per il mondo intero - non solo è la capitale della Repubblica Popolare di Cina, ma anche il simbolo di questo immenso paese e del suo popolo. Con i suoi 17 milioni di abitanti è una delle quattro municipalità, con Shanghai, Tianjin e Chongqing, che dipendono direttamente dal governo centrale.
Beijing è lo specchio della situazione contraddittoria, emblematica e affascinate che la Cina vive alle soglie del nuovo millennio. È il centro del potere politico, sede delle più prestigiose università, polo culturale e di attrazione e ora, in questa estate 2008, sede dei controversi e molto attesi giochi olimpici.
Per oltre un anno, dieci fotografi italiani di Contrasto si sono alternati a Pechino per raccontare con le loro immagini le trasformazioni e i contrasti della città. I fotografi hanno condiviso un appartamento, luogo di incontro e scambio di idee, da cui partire ogni giorno alla ricerca di nuove immagini, per farvi ritorno la sera, scaricare i file digitali e vedere sul computer i frutti del proprio lavoro quotidiano.
Theo Volpatti, Stefano De Luigi, Lorenzo Pesce, Francesco Cocco, Tommaso Bonaventura, Luigi Gariglio, Riccardo Venturi, Marcello Bonfanti, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli, hanno scelto un tema cui dedicarsi in base alle proprie attitudini, al proprio background.


Ciò che da qualche anno mi ha portato ad organizzare questo progetto è l’idea che un reportage può farci avvicinare più che ad un’immagine “sensazionale” ad un modo di vedere e conoscere le cose da un punto di vista non più solamente “esteriore”,un reportage sull’India perché oggi è il paese che vede uno sviluppo senza precedenti,un paese che va conosciuto e non solamente “immaginato”.
Una mostra che all’interno della prima Festa provinciale del PD farà da guida per lo spettatore verso un paese dalle mille sfaccettature.
L’India, custode di innumerevoli vesti, luogo di convivenze, luogo del tutto, dove naturale e sovrannaturale si sovrappongono.
Per questo l’India può essere avvicinata, toccata e conosciuta solo rivolgendo a lei lo sguardo semplice del quotidiano dove avvengono le magie, dove la storia ha già preparato la miscela, le immagini in mostra saranno legate ad una realtà completamente nuova rispetto al quotidiano in cui il pubblico della prima Festa provinciale del PD si trova, non sarà allora la meraviglia distaccata delle grandezze ma il tocco profondo e viscerale di un particolare; particolari che ricompongono l’anatomia di un paese affascinante e così lontano dalla nostra cultura.
Ciò che dell’india dobbiamo conoscere è un idea , mai un semplice catalogo del pittoresco o un esotico inventario. “Il mio occhio vede tutto, la mia bocca continua a parlare di ciò che il mio occhio vede ma l’occhio non ha lingua per rispondere…”
Il mondo che ho visto
Di Vilson Marchi
Fabio Bonetti e Gianluca Rossi
2 Progetti installativi


Vilson Marchi è nato a Formigine nel 1952. La sua carriera da fotografo fotoamatore, così come ama definirsi, è contrassegnata dalla sua entrata nella cooperativa di abitazione Abitcoop dove ha trascorso 30 anni della sua vita. Grazie ai viaggi organizzati con il team Abitcoop, egli ha cominciato a testare se stesso e le sue macchine fotografiche, raggiungendo notevoli progressi nel tempo e tutto ciò perché non si è mai arreso ad un unico scatto. Un solo scatto non sarebbe mai bastato per raccontare i mondi da lui visti e vissuti. Con questa mostra vuole raccontarsi e raccontare le storie del mondo che ha visto, inseguito con le sue macchine fotografiche. Un mondo che attraverso le sue fotografie saremo in grado di fare nostro, perché ci basterà entrare in uno sguardo per poter sentire voci, odori e sapori del luogo congelati dall’obiettivo del nostro fotografo. Egli non si vedrà mai immortalato in una foto come protagonista del suo viaggio, luicerca, osserva, non si da pace, non ha fretta, aspetta sempre l’attimo propizio, lo scatto giusto. È regista, testimone, un narratore senza voce, uno scrittore senza penna che non si limita a vedere attraverso l’obiettivo, vuole lacerare il velo di Maya per mostrare l’anima del luogo, l’anima della gente.
Questa è la mostra di un fotografo anche se magari non del tutto professionista, Vilson Marchi, mio padre.

Marchi Michelle


Due installazioni di due giovani artisti (uno modenese l’altro campano) avranno come intento ultimo comune il ragionare sullo spazio e 360 gradi, coinvolgendo e a volte invadendo i luogo con installazioni tridimensionali.
Il lavoro di Fabio Bonetti è un riadattamento di un’installazione ospitata per la Prima volta nel 2006 presso la Galleria Civica di Modena, questa volta rivista nei materiali di allestimento ed accompagnata da una performance live audio di Con_cetta (musicista di Agrigento con all’attivo un album con l’etichetta inglese Moteer) e video del duo Suicase.org. Il lavoro di Gianluca Rossi invece gioca da sempre sulla contaminazione tra la cultura popolare e il mondo contemporaneo, riletto in chiave sempre ironica ed impattante.
Filo conduttore quindi lo spazio, ed un manto di sale grosso da cucina come “pavimentazione” alle due installazioni.

News

[02/09/08] Admo, serata per la donazione del midollo osseo
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[30/08/08] Boom di accessi al sito www.modenafestadimodena.it
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