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Beijing In and out
Fuori e dentro Pechino
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Veglia
Fotografie di Matteo Serri.
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Il 28 agosto inaugura a Modena, in occasione della prima
festa provinciale del PD Modenese, la mostra Beijing in and
out, Fuori e dentro Pechino. La mostra è organizzata
dalla Federazione Provinciale del PD di Modena in collaborazione
con Contrasto.
Beijing per il mondo intero - non solo è la capitale della
Repubblica Popolare di Cina, ma anche il simbolo di
questo immenso paese e del suo popolo. Con i suoi 17
milioni di abitanti è una delle quattro municipalità,
con Shanghai, Tianjin e Chongqing, che dipendono direttamente
dal governo centrale.
Beijing è lo specchio della situazione contraddittoria,
emblematica e affascinate che la Cina vive alle soglie
del nuovo millennio. È il centro del potere politico, sede
delle più prestigiose università, polo culturale e di attrazione
e ora, in questa estate 2008, sede dei controversi
e molto attesi giochi olimpici.
Per oltre un anno, dieci fotografi italiani di Contrasto
si sono alternati a Pechino per raccontare con le loro
immagini le trasformazioni e i contrasti della città. I
fotografi hanno condiviso un appartamento, luogo di
incontro e scambio di idee, da cui partire ogni giorno
alla ricerca di nuove immagini, per farvi ritorno la sera,
scaricare i file digitali e vedere sul computer i frutti del
proprio lavoro quotidiano.
Theo Volpatti, Stefano De Luigi, Lorenzo Pesce, Francesco
Cocco, Tommaso Bonaventura, Luigi Gariglio, Riccardo
Venturi, Marcello Bonfanti, Lorenzo Cicconi Massi,
Daniele Dainelli, hanno scelto un tema cui dedicarsi
in base alle proprie attitudini, al proprio background.
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Ciò che da qualche anno mi ha portato ad organizzare
questo progetto è l’idea che un reportage può farci avvicinare
più che ad un’immagine “sensazionale” ad un
modo di vedere e conoscere le cose da un punto di vista
non più solamente “esteriore”,un reportage sull’India
perché oggi è il paese che vede uno sviluppo senza
precedenti,un paese che va conosciuto e non solamente
“immaginato”.
Una mostra che all’interno della prima Festa provinciale
del PD farà da guida per lo spettatore verso un paese
dalle mille sfaccettature.
L’India, custode di innumerevoli vesti, luogo di convivenze,
luogo del tutto, dove naturale e sovrannaturale
si sovrappongono.
Per questo l’India può essere avvicinata, toccata e conosciuta
solo rivolgendo a lei lo sguardo semplice del
quotidiano dove avvengono le magie, dove la storia ha
già preparato la miscela, le immagini in mostra saranno
legate ad una realtà completamente nuova rispetto
al quotidiano in cui il pubblico della prima Festa provinciale
del PD si trova, non sarà allora la meraviglia
distaccata delle grandezze ma il tocco profondo e viscerale
di un particolare; particolari che ricompongono
l’anatomia di un paese affascinante e così lontano dalla
nostra cultura.
Ciò che dell’india dobbiamo conoscere è un idea , mai
un semplice catalogo del pittoresco o un esotico inventario.
“Il mio occhio vede tutto, la mia bocca continua a parlare
di ciò che il mio occhio vede ma l’occhio non ha lingua
per rispondere…”
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Il mondo che ho visto
Di Vilson Marchi
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Fabio Bonetti e Gianluca Rossi
2 Progetti installativi
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Vilson Marchi è nato a Formigine nel 1952. La sua carriera
da fotografo fotoamatore, così come ama definirsi, è
contrassegnata dalla sua entrata nella cooperativa di abitazione
Abitcoop dove ha trascorso 30 anni della sua vita.
Grazie ai viaggi organizzati con il team Abitcoop, egli ha
cominciato a testare se stesso e le sue macchine fotografiche,
raggiungendo notevoli progressi nel tempo e tutto
ciò perché non si è mai arreso ad un unico scatto. Un solo
scatto non sarebbe mai bastato per raccontare i mondi da
lui visti e vissuti. Con questa mostra vuole raccontarsi e
raccontare le storie del mondo che ha visto, inseguito con
le sue macchine fotografiche. Un mondo che attraverso
le sue fotografie saremo in grado di fare nostro, perché
ci basterà entrare in uno sguardo per poter sentire voci,
odori e sapori del luogo congelati dall’obiettivo del nostro
fotografo. Egli non si vedrà mai immortalato in una foto
come protagonista del suo viaggio, luicerca, osserva, non
si da pace, non ha fretta, aspetta sempre l’attimo propizio,
lo scatto giusto. È regista, testimone, un narratore senza
voce, uno scrittore senza penna che non si limita a vedere
attraverso l’obiettivo, vuole lacerare il velo di Maya per
mostrare l’anima del luogo, l’anima della gente.
Questa è la mostra di un fotografo anche se magari non
del tutto professionista, Vilson Marchi, mio padre.
Marchi Michelle
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Due installazioni di due giovani artisti (uno modenese l’altro
campano) avranno come intento ultimo comune il ragionare
sullo spazio e 360 gradi, coinvolgendo e a volte invadendo i
luogo con installazioni tridimensionali.
Il lavoro di Fabio Bonetti è un riadattamento di un’installazione
ospitata per la Prima volta nel 2006 presso la Galleria
Civica di Modena, questa volta rivista nei materiali di allestimento
ed accompagnata da una performance live audio di
Con_cetta (musicista di Agrigento con all’attivo un album con
l’etichetta inglese Moteer) e video del duo Suicase.org.
Il lavoro di Gianluca Rossi invece gioca da sempre sulla contaminazione
tra la cultura popolare e il mondo contemporaneo,
riletto in chiave sempre ironica ed impattante.
Filo conduttore quindi lo spazio, ed un manto di sale grosso
da cucina come “pavimentazione” alle due installazioni.
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News
[02/09/08]
Admo, serata per la donazione del midollo osseo

[30/08/08]
Boom di accessi al sito www.modenafestadimodena.it

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